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    Contents
  1. Programmi per archiviare documenti
  2. Come salvare documenti scannerizzati
  3. Diritto pubblico - Scienze Politiche, Economiche e Sociali
  4. Come aprire file e pagine web in applicazioni desktop con pochi semplici click | Geekissimo

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Integrare, infatti, significa accettare laltro, cercare di conoscerlo, scambiandosi informazioni sulle rispettive culture e tradizioni, tentare di trarre ricchezza dalla sua vicinanza. Il dialogo interculturale deve essere inteso in modo dinamico e non statico. Non un semplice scambio di informazioni su una determinata questione, ma un vero e proprio decidere cosa fare insieme. Realizza quella rivoluzione copernicana in grado di capovolgere il paradigma prevalente e di far passare dallesclusione allinclusione degli altri.

Il terzo capitolo dedicato al dialogo interculturale e allo sviluppo del concetto nelle principali organizzazioni internazionali e poi in ambito europeo. La risoluzione n. Auspicabile in passato, infatti, questo diventato indispensabile nella societ odierna, soprattutto in seguito agli attentati terroristici del settembre Sempre in ambito Onu, poi, sono stati approvati altri progetti che puntano alla diffusione del dialogo interculturale e interreligioso.

Merita di essere ricordata liniziativa turco-spagnola dellAlliance of Civilizations, presentata nel settembre dinanzi allAssemblea generale delle Nazioni Unite. Un ruolo particolare, inoltre, svolto dallUnesco, lagenzia specializzata dellOnu che si occupa di educazione. Diversi progetti sono stati adottati dalla stessa, ma certamente il pi conosciuto quello del patrimonio dellumanit, attraverso il quale si intende fornire una simile dicitura a quei luoghi che, per la loro bellezza, particolarit o storia hanno contribuito allo sviluppo delle relazioni interculturali e alla crescita dellumanit in generale.

Anche lOsce e il Consiglio dEuropa, infine, si occupano di dialogo interculturale. In seno allUnione europea il tema stato anticipato da Jacques Delors, allora Presidente della Commissione europea, quando, nel , invit le Chiese a contribuire allo sviluppo di unanima europea.

Ancor prima delluscita del saggio di Huntington e della diffusione delle sue visionarie teorie sul clash of civilizations, quindi, egli si dichiara preoccupato per il dialogo interreligioso. Da allora, andata in crescendo lattenzione prestata dagli Stati e dalle istituzioni comunitarie a tale tema. Il dialogo interculturale, in particolare, viene presentato dagli europei come lalternativa migliore al metodo americano per combattere il terrorismo internazionale, palesatosi in tutta la sua evidente tragicit con gli attentati dell11 settembre Bush, in Europa si contrappone il multilateralismo del dialogo e del confronto.

Il soft power, in definitiva, ha la meglio sullhard power statunitense.

Programmi per archiviare documenti

Il 5 ottobre la Commissione europea lancia la proposta di dichiarare il anno europeo del dialogo interculturale. Secondo il trattato che la istituisce, infatti, la Comunit europea ha il compito di creare ununione sempre pi stretta fra i popoli dEuropa e di contribuire allo sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversit nazionali e regionali, evidenziando per il retaggio culturale comune.

La Commissione, poi, indica la base giuridica di questa sua proposta nellarticolo del trattato, ex articolo introdotto dal Trattato di Maastricht e poi rinumerato da quello di Amsterdam. La cultura, infatti, in origine, non faceva parte delle materie di competenza della Comunit e anche attualmente non di sua competenza esclusiva.

Deve essere garantito, dunque, il rispetto del principio di sussidiariet, nonch di quello di proporzionalit, entrambi esplicitati dallarticolo 5 della versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunit economica europea. La decisione sul dialogo interculturale deve applicarsi a tutti coloro che si trovano sul territorio dellUe, indipendentemente dalla cittadinanza degli stessi.

I diritti umani e le libert fondamentali, cio, devono essere garantiti a tutti, indipendentemente dalla nazionalit, etnia, religione o cultura. Si sviluppa, quindi, una nuova forma di cittadinanza, una cittadinanza sovranazionale che integra quelle nazionali o regionali.

Infine, il dialogo interculturale permette il passaggio dalla fase potenzialmente critica del multiculturalismo emblematico , ancora una volta, il caso inglese a quella armoniosa dellinterculturalismo.

In questo stadio, infatti, le differenze culturali vengono condivise, spiegate, capite. Questo scambio reciproco di informazioni conduce a una mutua conoscenza. Tale argomento, infatti, taglia trasversalmente molti altri: quello dei fondi strutturali, dellistruzione, dellapprendimento permanente, della giovent, della cultura, della cittadinanza, dello sport, della parit di genere, delloccupazione, degli affari sociali, della lotta contro le discriminazioni e lesclusione sociale, contro il razzismo e la xenofobia, dellasilo, dellintegrazione degli immigrati, dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile, della politica audiovisiva e della ricerca.

I principali progetti finanziati dalla Commissione, uno per ogni Stato membro oltre a sette grandi progetti di portata comunitaria, interessano determinati settori chiave. Otto temi principali, in particolare, sono stati indicati. Innanzitutto, il dialogo interculturale deve svilupparsi in ambito culturale e grazie allintervento dei media.

Attraverso incontri periodici di artisti e scrittori, attraverso lorganizzazione di festival di culture diverse, infatti, si entra in contatto con varie tradizioni e modi differenti di concepire la vita. Il ruolo dei media, poi, fondamentale dal momento che il quarto potere, soprattutto nellepoca del web, della rivoluzione tecnologica delle informazioni e delle comunicazioni, in grado di influenzare lopinione pubblica e, conseguentemente, condizionare le decisioni politiche.

Il tema della scienza e dellistruzione nella diffusione del dialogo interculturale, poi, fondamentale laddove si consideri che lobiettivo dellUnione europea, soprattutto in seguito allelaborazione della strategia di Lisbona del marzo , quello di trasformarsi nella pi competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il In questo modo, lUe attirerebbe giovani studenti da ogni luogo del mondo, sottraendo parte del potere dattrazione detenuto tradizionalmente dagli Stati Uniti dAmerica.

I giovani europei, daltra parte, partecipano allestensione del dialogo interculturale poich sono spinti a muoversi, sia allinterno dei confini comunitari, partecipando a programmi di mobilit studentesca come Erasmus, Grundtvig e Comenius un ulteriore progetto volto a incrementare la mobilit dei giovani il Leonardo da Vinci, dedicato, per, alla formazione professionale , sia allesterno dellUe, grazie ai programmi Tempus e Erasmus Mundus basati su un approccio multilaterale e agli scambi bilaterali fra lUe e singoli Paesi terzi.

Si gi sottolineato come il dialogo interculturale costituisca uno degli elementi certamente non lunico, ma probabilmente il pi efficace della politica di integrazione degli immigrati.

Come salvare documenti scannerizzati

E tale integrazione diventata sempre pi necessaria nella societ attuale, essendo divenuta ormai insufficiente una semplice politica di immigrazione. Gli argomenti relativi alle migrazioni e al trattamento delle minoranze, quindi, rivestono unimportanza particolare per il dialogo interculturale.

Anche al multilinguismo si possono applicare le disposizioni valide per il dialogo interculturale. Il multilinguismo dellUe ha una dimensione prettamente interna, essendo cio espressione delle diverse lingue ufficiali dellUe, le lingue che gli stessi Stati membri, al momento della loro adesione, hanno deciso di designare come tali. Attualmente, tali lingue ufficiali sono ventitre. Accanto a queste, per, acquistano un ruolo sempre pi decisivo quelle minoritarie.

La Commissione europea, dunque, dopo aver dichiarato il lanno europeo delle lingue, ha incaricato un gruppo di esperti sul multilinguismo di presentare le conclusioni sullapporto da questo fornito al dialogo interculturale.

Parlando la lingua dellinterlocutore, una lingua che non necessariamente deve essere ufficiale dellUe o parlata allinterno di uno Stato membro dellUnione, le persone potranno comprendersi a fondo, andranno oltre il semplice stimolo superficiale a capirsi e questo non potr che apportare benefici al dialogo interculturale. Un ulteriore tema di importanza decisiva per il dialogo interculturale quello religioso.

Il dialogo interreligioso, infatti, permetter di abbattere i pregiudizi che fanno vedere la religione altrui come pericolosa solo perch non la si conosce. In particolare, in tale ambito acquista una rilevanza fondamentale il trattamento riservato allIslam. Il dialogo interculturale, inoltre, dovrebbe aversi anche allinterno del posto di lavoro. Questo dovrebbe implicare, in particolar modo, la possibilit per il lavoratore di esprimere liberamente la propria fede e di comportarsi secondo i propri usi, i propri dettami religiosi e le proprie tradizioni, ovviamente nel quadro del sempre necessario rispetto dellaltro.

Imprese affermate nel loro settore si sono distinte per uneducazione interculturale impartita ai loro dipendenti o per garantire a tutti, senza alcuna discriminazione, eguali opportunit. Infine, il tema dei giovani probabilmente il pi importante. Ancora una volta, dunque, si cerca di favorire la mobilit, quella mobilit che in Europa stata cos tanto rilevante da giustificare fra i giovani aventi partecipato a programmi internazionali laffermazione: Someone call it Europe, we call it home.

Dal silenzio del trattato istitutivo del si progressivamente passati a una politica concertata, o almeno a un tentativo di realizzarla, della Cee nella regione mediterranea, dapprima con la politica mediterranea globale e poi con la politica mediterranea rinnovata.

Infatti, la dichiarazione di Barcellona 10 indica tre dimensioni del partenariato euro-mediterraneo: quella politica e di sicurezza, mirante a creare unarea democratica, rispettosa dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, dello stato di diritto e delle principali norme di diritto internazionale, sia consuetudinario sia pattizio; quella economico-finanziaria, volta a creare entro il una zona di libero scambio fra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a rafforzare leconomia dei Paesi della sponda sud e a integrare i loro sistemi economici nelleconomia globale; infine il partenariato nei settori culturale, sociale e umano.

I popoli del Mediterraneo, infatti, se da una parte condividono esperienze storiche comuni e tradizioni filosofiche condivise, dallaltra hanno intrattenuto dei rapporti conflittuali.

Questo particolarmente vero nel caso delle relazioni con gli Stati islamici. Conseguentemente, progetti in grado di mettere in contatto fra loro culture differenti non possono che essere accolti con un sorriso sulle labbra. A tal fine, assume un ruolo fondamentale la Fondazione euro-mediterranea Anna Lindh per il dialogo fra le culture e le civilt, la cui creazione stata proposta alla Conferenza ministeriale di Valencia del e ufficializzata in occasione di quella di Napoli dellanno successivo, che ha deciso che la sede sarebbe stata Alessandria dEgitto.

Il quadro multilaterale finora descritto, poi, stato affiancato da accordi bilaterali di associazione, stipulati nel corso degli anni 90 del XX secolo e approvati dal Consiglio e dalla Commissione allalba del nuovo millennio, accordi che hanno sostituito quelli di partenariato classici conclusi nel corso degli anni 70, e dalla politica europea di vicinato. Questa costituisce un approfondimento del partenariato euro-mediterraneo dal momento che offre incentivi aggiuntivi bilaterali sulla base delle necessit dei singoli Stati.

Per far fronte ai limiti e sormontare gli ostacoli incontrati lungo il cammino del partenariato euro-mediterraneo, Nicolas Sarkozy ha lanciato, ancor prima della sua elezione alla Presidenza della Repubblica francese, lidea di unUnione mediterranea. Tale progetto, poi, stato rivisto e, in seguito al cosiddetto compromesso di Hannover con la Germania, trasformato in Unione per il Mediterraneo.

Nel corso dellanno appena terminato, in una serie di vertici successivi, se ne ufficializzata 11 listituzione e se ne sono precisati gli ambiti di intervento e gli organi. Dietro la spinta propositiva di Sarkozy, lUpm si occupa in particolar modo del dialogo interculturale. Sebbene lidea sia, almeno in linea di principio, positiva, ancora presto per esprimere un giudizio definitivo sulla stessa. Certo , per, che nella regione si sono fatti passi in avanti anche nel tema scottante delle migrazioni, dopo che il vertice di Barcellona del , organizzato per commemorare il decimo anniversario del partenariato euro-mediterraneo, lo ha inserito come quarta dimensione dello stesso partenariato.

Margot Wallstrm, Commissario responsabile per le Relazioni istituzionali e la strategia della comunicazione I. La vocazione delluomo alla migrazione La definizione da dare al concetto di migrazione complessa.

Innanzitutto, molto spesso si fa confusione fra immigrazione ed emigrazione. In realt, per, i termini non sono altro che due facce della stessa medaglia.

Il fenomeno migratorio studiato dal punto di vista dello Stato di provenienza dei migranti corrisponde, infatti, allemigrazione; preso in considerazione dal Paese di destinazione degli stessi, invece, coincide con limmigrazione.

Diritto pubblico - Scienze Politiche, Economiche e Sociali

Queste teorie, sebbene convincentinella spiegazione del passato, si sono sempredimostrate errate nella predizione delfuturo. Ma questi elementi non forniscono una teoriacompleta sulla cultura e lo sviluppo.

Peresempio, nella spiegazione dei tassi di crescitaeconomica vengono considerati fattoriassai pertinenti la politica economica, lageografia e il peso delle malattie. Ma la cultura,per esempio, che una società sia indù omusulmana, viene considerata un fattore insignificante. Lo stesso vale per la democrazia. A tal proposito ci sono buone ragioniper essere scettici. Platone e Agostino nonerano meno autoritari nel loro pensiero rispettoa Confucio e Kautilya.

I difensoridella democrazia erano presenti non soltantoin Europa ma anche altrove. I propositi di utilizzare un processodecisionale partecipativo relativamen-Una nuova ondatadi determinismoculturale stainiziando aimperversare.

Tuttoquesto ignora il fatto che, sebbene ci possaessere una notevole continuità nei valori enelle tradizioni delle società, anche le culturevariano e raramente sono omogenee. Ovunque si sono verificati cambiamentiradicali nelle pratiche sociali, dai cattoliciin Cile ai musulmani nel Bangladesh aibuddisti in Thailandia. A causa delle loro pericolose implicazionipolitiche, le teorie sul determinismo culturalemeritano un giudizio critico.

Le identità culturali delle persone devonoessere riconosciute e accettate dallo stato, ele persone devono essere libere di esprimerele proprie identità senza essere discriminatenegli altri aspetti della loro vita.

In pratica esistono due forme diesclusione culturale. Entrambi i tipi di esclusione sono presentiin modo massiccio in tutti i continenti,ad ogni livello dello sviluppo, nelle democraziee negli stati autoritari. Poiesistono le restrizioni formali relative allapratica della religione, della lingua e dellacittadinanza. Ilatinoamericani di origine europea spessosono orgogliosi di essere antirazzisti e delfatto che lo sono anche i loro paesi.

Questo vale soprattuttoper la lingua. Molti gruppi, in particolarmodo le grandi minoranze come i curdi inTurchia e il popolo indigeno in Guatemala,vengono esclusi dalla partecipazione politicae dalle opportunità economiche poichélo stato non riconosce ufficialmente le lorolingue nelle scuole, nei tribunali e in altricontesti pubblici. Nessuna delle politiche è utopistica. La sua promozionedovrebbe essere al centro delle preoccupazionidei governi, persino laddove non esistonopolitiche esplicite di persecuzione odiscriminazione.

Questo non si è verificato.

Come aprire file e pagine web in applicazioni desktop con pochi semplici click | Geekissimo

Per ampliare le libertà culturali sono necessariepolitiche esplicite che risolvano lenegazioni della libertà culturale — ossia lepolitiche multiculturali. Per fare questo, glistati devono riconoscere le differenze culturalinelle proprie costituzioni, leggi e istituzioni. Essi devono anche formulare politi-Numerosi modelliemergenti didemocraziamulticulturaleforniscono tecnicheefficaci dicondivisione delpotere tra gruppiculturalmentediversi. E questo deveessere fatto in maniera da non contrastaregli altri obiettivi e strategie dello sviluppoumano, come il consolidamento della democrazia,la creazione di uno stato competentee la garanzia di eque opportunità pertutti i cittadini.

Questo Rapporto si concentra in particolarmodo su cinque aree fondamentali dipertinenza della politica: partecipazionepolitica, religione, accesso alla giustizia, linguae accesso alle opportunità socioeconomiche. A questo riguardo, la democratizzazione sirivelerebbe un primo passo fondamentale. Non stupisce il fattoche molte minoranze si oppongano a un regimeestraneo e tirannico e vadano alla ricercadi un maggiore potere politico.

Numerosi modelli emergenti di democraziamulticulturale forniscono tecnicheefficaci di condivisione del potere tra gruppiculturalmente diversi. In Nuova Zelanda, le riforme elettoralihanno risolto il problema cronico della rappresentanzainsufficiente dei maori.

Le intese federali rappresentano un approccioimportante alla condivisione delpotere. Quasi tutti i paesi eterogenei dalpunto di vista etnico, che sono anche democraziedi lunga data, possiedono intese federaliasimmetriche in cui non tutte le sottounitàdello stato federale hanno gli stessi poteri. Questo tipo di intesa replica in modopiù flessibile alle necessità dei diversi gruppi.

Alcuni popoli indigeni, come gli inuit inCanada, hanno anche avviato le trattativeper ottenere territori indipendenti. Se queste intese vengono introdottecon sufficiente anticipo, nel momento incui le tensioni cominciano a salire possonoprevenire il conflitto violento. Politiche che garantiscano la libertàreligiosaMolte minoranze religiose subiscono varieforme di esclusione, dovute, a volte, auna soppressione della libertà religiosa o alladiscriminazione verso quel dato gruppo —un problema particolarmente diffuso neipaesi confessionali dove lo stato sostieneuna religione di stato.

O ancora, i regolamenti urbanisticipossono essere in disaccordo con le pratichedi sepoltura di una minoranza. Questi tipi di conflitti possono sorgerepersino negli stati laici con forti istituzionidemocratiche che proteggono i diritti civilie politici.

Alcune pratiche religiose non sonodifficili da accettare, ma spesso esse presentanoscelte e compromessi problematici.

È più probabile che questi obiettivivengano raggiunti da stati laici e democratici,dove lo stato stabilisce di accettare inmodo ragionevole le pratiche religiose, dovetutte le religioni hanno lo stesso legamecon lo stato e dove lo stato protegge i dirittiumani.

Politiche per il pluralismo legaleIn molte società multiculturali le personeindigene e quelle appartenenti ad altrigruppi culturali hanno insistito per ottenereil riconoscimento dei loro sistemi legali tradizionali,al fine di poter avere accesso allagiustizia. Per esempio, i maya in Guatemalahanno subito secoli di oppressione, e il sistemalegale dello stato è diventato parte integrantedella loro oppressione.

Le comunitàhanno perso fiducia nel principio di legalitàdel sistema statale, poiché esso nonassicurava la giustizia e poiché non era radicatonella società e nei suoi valori. Le richieste di pluralismolegale incontrano le resistenza di quelliche temono che indeboliscano il principiodi un sistema legale unificato, o che possanopromuovere pratiche tradizionali contrariealla democrazia e ai diritti umani.

La cultura deve evolvere e la libertàculturale non rappresenta una difesacieca della tradizione. Politiche linguisticheNegli stati multiculturali spesso il problemapiù contestato è la lingua. Alcunipaesi hanno tentato di sopprimere le linguedei popoli, definendo sovversivo il loro utilizzo.

Ma la fonte più frequente di esclusionediffusa, persino nelle democrazie consolidate,è la politica monolingue. La sceltadella lingua ufficiale — la lingua di istruzionenelle scuole, la lingua delle discussioni legislativee della partecipazione sociale, la linguadel commercio — forgia le barriere e ivantaggi che gli individui incontrano nellavita politica, sociale, economica e culturale. Per scannerizzare un documento ed inserirlo all'interno di un archivio, fai click sulla voce Archives nella colonna di sinistra del programma e poi sul nome dell'archivio.

A questo punto, fai click sul pulsante a forma di scanner Add document presente nel menu in alto nella finestra principale di PaperArchiver.

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