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    Contents
  1. Approfondimenti
  2. Indicazioni ministeriali in merito alla vaccinazione anti-tetanica
  3. Difterite, tetano e la vaccinazione antidiftotetanica - CDI Centro Diagnostico Italiano
  4. Fogli illustrativi e Schede tecniche dei Vaccini

Con il termine stimolazione tetanica o semplicemente tetano, in campo neurobiologico, Aumentando la frequenza di scarica del nervo, si raggiunge una condizione caratterizzata dall'attivazione prolungata di tutti i siti di legame e da uno. La contrazione tetanica si ha quando il tessuto muscolare, parte di un'unità motoria, viene Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Quando il motoneurone scarica impulsi ad elevata frequenza provoca nella contrazione più prolungata e più potente detta tetano. La massima forza. La regolazione della frequenza di scarica dei motoneuroni è quindi un meccanismo che permette la regolazione della forza muscolare. Tetano incompleto. ↑stimolazione afferente → ↑frequenza di scarica motoneuroni già attivi → contrazione muscolare passa da tetano incompleto a completo. Tetano incompleto.

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Ovvero: i bambini e gli anziani. Il trend riguarda anche l'Italia, che rimane comunque il Paese più colpito dal tetano 33 casi, 71 del Come spiegare questo divario? Innanzitutto con la differente modalità di rilevazione dei casi di malattia. Nel nostro Paese, questa spesso si basa sull'osservazione dei sintomi dei pazienti.

Il primo costituisce i muscoli che fanno muovere le ossa, i muscoli che noi alleniamo con bilancieri, manubri e macchine.

Il secondo tipo è dato dai muscoli dei visceri, quali i muscoli dello stomaco , dell' intestino ecc. Il muscolo striato scheletrico è quello responsabile delle attività motorie volontarie, quindi delle attività sportive.

Approfondimenti

Il muscolo striato è costituito da cellule , come del resto tutte le altre strutture e apparati dell'organismo; la cellula è la più piccola unità capace di vita autonoma. Nell'organismo umano ci sono miliardi di cellule e quasi tutte presentano una parte centrale detta nucleo , circondata da una sostanza gelatinosa detta citoplasma. Le cellule che costituiscono il muscolo si chiamano fibre muscolari : sono elementi allungati, disposti longitudinalmente all'asse del muscolo e raccolti a fascette.

Le altre cellule dell'organismo sono, con qualche eccezione, di dimensioni microscopiche. Possiede molti nuclei quasi tutte le cellule ne hanno uno solo e viene definita per tale motivo un "sincizio polinucleato".

Indicazioni ministeriali in merito alla vaccinazione anti-tetanica

Si presenta striata trasversalmente, presenta cioè un alternarsi di bande scure e bande chiare. La fibra muscolare presenta nel suo citoplasma formazioni allungate, disposte longitudinalmente all'asse della fibra e quindi anche a quello del muscolo, dette miofibrille , possiamo considerarle come cordoni allungati posti dentro la cellula.

Anche le miofibrille sono striate trasversalmente e sono proprio esse le responsabili della striature di tutta la fibra. Prendiamo una miofibrilla e studiamola: essa presenta delle bande scure, dette bande A, e delle bande chiare dette I, nel mezzo della banda I c'è una linea scura detta linea Z.

Lo spazio tra una linea Z e l'altra è detto sarcomero , che rappresenta l'elemento contrattile e la più piccola unità funzionale del muscolo; in pratica, la fibra si accorcia perché si accorciano i suoi sarcomeri. Vediamo ora come è fatta la miofibrilla, cioè quella che viene chiamata ultrastruttura del muscolo.

E' fatta da filamenti, alcuni grossi detti filamenti di miosina , altri sottili detti filamenti di actina. Quelli grossi si incastrano con quelli sottili in modo tale che la banda A è formata dal filamento grosso ecco perché è più scura , la banda I è invece formata da quella parte del filamento sottile che non è incastrato al filamento pesante essendo formata dal filamento sottile è più chiara.

Meccanismo della contrazione Ora che conosciamo la struttura istologica e la ultrastruttura, possiamo accennare al meccanismo della contrazione.

Difterite, tetano e la vaccinazione antidiftotetanica - CDI Centro Diagnostico Italiano

Diminuendo la lunghezza del sarcomero diminuisce la lunghezza delle miofibrille, quindi poiché le miofibrille costituiscono la fibra, diminuisce la lunghezza della fibra, di conseguenza il muscolo, che è fatto di fibre , si accorcia.

Ovviamente, affinché questi filamenti scorrano occorre energia e questa è data da una sostanza: l'ATP adenosin trifosfato , che costituisce la moneta energetica dell'organismo.

L'ATP si forma dall'ossidazione degli alimenti : l'energia che hanno gli alimenti viene passata all'ATP che la cede poi ai filamenti per farli scorrere. La cellula muscolare ne tiene grosse scorte nel suo interno e lo mette a disposizione del sarcomero quando deve avvenire la contrazione. Immaginiamo di prendere un muscolo: un estremo legato ad un punto fisso, l'altro estremo lo appendiamo ad un peso ; a questo punto lo stimoliamo elettricamente; il muscolo si contrarrà, cioè si accorcerà sollevando il peso; tale contrazione è detta contrazione isotonica.

Se invece leghiamo il muscolo con tutte e due capi a due supporti rigidi, quando lo stimoleremo il muscolo aumenterà di tensione senza accorciarsi: questa è detta contrazione isometrica. In pratica, se noi prendiamo il bilanciere nello stacco da terra e lo solleviamo, questa sarà una contrazione isotonica ; se noi lo carichiamo con un peso molto pesante e, pur tentando di sollevarlo, quindi pur contraendo i muscoli al massimo, non lo spostiamo, questa sarà detta contrazione isometrica.

Fogli illustrativi e Schede tecniche dei Vaccini

Modulando queste due variabili, il sistema nervoso centrale comanda con quale forza il muscolo si deve contrarre. Quando comanda una forte contrazione, quasi tutte le fibre del muscolo si accorciano, non solo, ma tutte si accorceranno con molta forza: quando comanda una contrazione debole solo poche fibre si accorciano e con una forza minore.

Affrontiamo ora un altro aspetto importante della fisiologia del muscolo: il tono muscolare. Le reazioni gravi di ipersensibilità sono veramente molto rare e in genere associate ad un numero eccessivo di richiami. Sono inoltre segnalate, seppur molto raramente, neuropatie periferiche.

Le controindicazioni sono molto rare e limitate all'ipersensibilità verso uno dei costituenti del vaccino. Nella fase iniziale sono colpite principalmente le membrane mucose di tonsille, faringe, laringe, naso. Gli effetti tardivi legati all'assorbimento della tossina compaiono dopo alcune settimane e comprendono la paralisi di nervi cranici e periferici, sia motorie che sensitive, e miocardite. La situazione nel mondo La difterite è una malattia ancora diffusa in diverse regioni del mondo; particolarmente impressionante è l'epidemia, ancora in corso, che ha colpito i Paesi dell'ex-Unione Sovietica - soprattutto Russia e Ucraina - e che ha già provocato centinaia di migliaia di casi di malattia e molte migliaia di morti.

Tale recrudescenza si è sviluppata a seguito di campagne di opinione, alimentate anche da personale sanitario, che enfatizzavano gli effetti indesiderati e le controindicazioni della vaccinazione dei bambini. La forte diffusione della difterite in queste zone motiva la raccomandazione di effettuare un richiamo vaccinale agli adulti che vi si rechino anche per brevi periodi di tempo. Focolai epidemici di difterite si registrano poi in diversi Paesi in via di sviluppo, anche se con frequenza sempre minore, man mano che procede la campagna di immunizzazione mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Expanded Program of Immunization.

La situazione in Italia Oggi riesce difficile pensare che fino ad alcuni decenni fa nel nostro Paese la difterite fosse un'importante causa di malattia e di morte: ancora attorno agli anni '40 venivano notificati mila casi all'anno e 1.

La vaccinazione fu resa obbligatoria nel ma fu diffusa effettivamente soltanto dopo la fine della guerra: da allora in poi l'incidenza della difterite è andata diminuendo in modo netto e progressivo.