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CIRCUITO RL CARICA E SCARICA


    Contents
  1. CIRCUITI ELETTRICI: RL, RC, RLC
  2. Applet di elettronica
  3. Transitorio di carica e scarica di un induttore
  4. Circuito RL

Circuiti RL - Un elemento circuitale con una induttanza concentrata L viene carica e scarica dei circuiti RC, ha le dimensioni di un tempo e. Un circuito RL è un circuito elettrico del primo ordine basato su una resistenza e sulla presenza Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. e. R i. -. -. = ε. Circuito RL serie: chiusura. RL. L. /. = τ. La costante di tempo induttiva H/Ω = s. L. Rt. L e dt di. L . Carica del Condensatore: circuito RC. Transitorio di un circuito RL alimentato a tensione costante. 1 magnetica associata alla corrente che è in variazione, di poter variare; infatti un fenomeno transitorio vale allora circa 5·L/R, cioè il fenomeno di carica si può considerare. IL CIRCUITO R-L. L'equazione Nel fenomeno di CARICA (B va in C), l' equazione del circuito è alimentata e tende a zero (SCARICA DELL' INDUTTORE).

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Nell' istante in cui la V necessaria a sostenere la I rientra nel range della sorgente reale, inizia a calare. Si chiama circuito RL in evoluzione libera il circuito mostrato in figura composto da una resistenza e da un induttore percorso da corrente. A gradino come quella già incontrata nello studio dei circuiti RC : fig. Tanto più che si parlava di un circuito RL. Evoluzione libera significa che il circuito non ha sorgenti esterne di tensione o di corrente, e questi funziona con corrente alternata.

Salita e regime di scarica la risposta della corrente nell' induttore ad una tensione a gradino in discesa. Per trattare questo circuito è conveniente usare i teoremi che riguardano le correnti vista la dualità lineare del. Regime di carica - Supponiamo di alimentare un circuito RL serie di fig.

Transitorio di carica e scarica di un induttore Vediamo se ho fatto un po di chiarezza: un condensatore non carico collegato a un generatore di tensione non si carica mai con passaggio di cariche tra le armature ma con il seguente processo: gli elettroni vanno dal polo negativo del generatore a un' armatura, le cariche positive di quest' ultima per repulsione si dispongono nella parte interna dell' armatura e attrangono.

In quel caso il generatore di corrente si porta alla sua massima tensione, e a quella l' induttore si carica a una data I in un tempo T.

La fem indotta in una bobina è dunque proporzionale alla rapidità di variazione della corrente nell'altra bobina. Rappresenta il lavoro che un generatore deve compiere per vincere l'effetto ritardante dell'auto induzione e far aumentare la corrente fino al suo valore di regime. Il campo magnetico di un solenoide immagazzina un'energia di 0,1 J e produce, attraverso la superficie contornata dal solenoide, un flusso di 0,1 Wb. Rappresenta il rapporto fra l'energia del campo magnetico da un solenoide e il volume da esso occupato.

Create your own. Lezione introduttiva. La corrente di origine interna. L'autoinduzione Per avere induzione elettromagnetica non è necessario un campo magnetico esterno, infatti la variazione di corrente in un circuito, genera nel circuito stesso, una forza elettromotrice indotta. Questo è un risultato generale che vale per un qualunque circuito. La sua unità di misura è detta Henry. Quiz Quando la corrente che attraversa una bobina aumenta, la sua forza elettromotrice autoindotta:.

Approfondisci: Chi era Joseph Henry? Il circuito RL. Il punto è che senza alcun altra indicazione della traccia, non puoi ricavarti l'espressione della corrente e, di conseguenza, non penso tu possa rispondere ai punti 1 e 3.

Ci sono riuscito! Risolvendo l'equazione differenziale in maniera "generica" cioè senza specificare nessun valore numericamente ottengo una formula risolutiva che è in sostanza l'equazione della corrente che hai ottenuto tu, ma senza nessun valore numerico specifico. Chiaramente, una volta che ho l'espressione basta seguire i tuoi suggerimenti per trovare anche le soluzioni agli altri 2 quesiti.

Grazie mille! Quanta più corrente usa un apparecchio elettrico, tanto maggiore è l'energia elettrica che consuma.

CIRCUITI ELETTRICI: RL, RC, RLC

La quantità di energia elettrica consumata nell'unità di tempo secondo si chiama potenza elettrica. La potenza della stufa elettrica è maggiore di quella dell'asciugacapelli poiché la stufa utilizza una quantità maggiore di energia elettrica al secondo rispetto all' asciugacapelli. La potenza si misura in watt W. La potenza è il lavoro che si compie in rapporto al tempo che si impiega a compierlo; poiché il lavoro è energia, possiamo considerare la potenza come l'energia trasformata nell'unità di tempo.

Più alto è il numero di watt, più intensa è la luce emessa dalla lampadina e maggiore è l'energia che consuma. Un'unità di potenza superiore al watt è il kilowatt kW. Un kilowatt è un'unità di potenza uguale a watt, ossia joule al secondo. Conduttori e isolanti U na lampadina è collegata con fili di rame in un circuito aperto.

Se si chiude il circuito con oggetti diversi si osserva che la lampadina si accende solo nel caso di determinati oggetti. La tensione di alimentazione T re lampadine identiche sono collegate rispettivamente a tre pile da 4,5 V, 3 V e 1,5 V. L'intensità luminosa prodotta dalle tre lampadine è corrispondentemente decrescente. L'additività delle tensioni di alimentazione U na lampadina viene collegata alla pila da 4,5 V e un'altra identica ad un sistema di tre pile da 1,5 V in serie: si osserva che la luminosità delle lampadine è uguale.

L'alimentazione in parallelo S i collega una pila da 4,5 V a tre lampadine identiche in parallelo. Accanto, un'unica lampadina viene collegata con una pila da 4,5 V. Tutte le lampadine hanno la stessa luminosità. Lampadine in serie S i alimentano tre lampadine uguali collegate in serie con una pila da 4,5 V. La luminosità delle lampadine è la stessa e appare circa un terzo di quella di un'unica lampadina collegata con una pila da 4,5 V.

Alimentazione in parallelo per lampadine in serie D ue lampadine in serie vengono alimentate con una pila da 4,5 V e successivamente con due pile da 4,5 V in parallelo.

La luminosità di ciascuna lampadina è in ogni caso uguale a quella di una singola lampadina alimentata con una pila da 4,5 V. Il reostato U n lungo filo conduttore avvolto su un cartoncino costituisce l'elemento resistivo reostato di un circuito costituito da una lampadina e una pila da 4,5 V.

Prelevando con un cursore una lunghezza decrescente di tale filo conduttore si osserva l'accensione della lampadina con intensità crescente. Il deviatore I l circuito costituisce il più semplice esempio di deviatore. Elementi elettrici lineari. Come abbiamo già detto, un circuito si compone di vari elementi.

Tra questi vi sono gli elementi cosiddetti lineari, che si definiscono tali in quanto le loro caratteristiche sono costanti, cioè indipendenti dalla tensione o dalla corrente che gli applichiamo. Gli elementi elettrici lineari si dividono in elementi attivi, cioè in grado di fornire energia, ed elementi passivi.

Vediamo allora quali sono le caratteristiche di questi elementi dandone una breve descrizione più avanti vedremo meglio e in dettaglio i vari componenti :. Senza tornare sull'argomento, già trattato nel capitolo 1, ricordiamo semplicemente che la resistenza si misura in ohm, che il suo inverso è la conduttanza, e che, poichè il passaggio di corrente provoca una dissipazione termica per effetto joule, la potenza dissipata è:.

La capacità C è il rapporto tra la carica Q immagazzinata e la tensione V tra le due armature.

La corrente I che fluisce a causa di una variazione della tensione tra le armature è pari a:. La tensione ai capi di una induttanza L è proporzionale alla variazione della corrente I secondo la relazione.

Applet di elettronica

L'unità di misura dell'induttanza è l'henry H. Elementi in serie, elementi in parallelo. Quando degli elementi sono posti in serie è possibile calcolarne il valore totale, che definiamo valore equivalente, secondo le seguenti regole:. Anche in questo caso è possibile calcolarne il valore equivalente in base alle seguenti regole:. E' un modo molto comune indicare il parallelo tra due elementi, in modo simbolico, con due slash tra gli elementi considerati. Per esempio:.

Vari tipi di segnale. Con il termine segnale intendiamo generalmente indicare tensioni o correnti che seguono una certa evoluzione temporale, e che riscontriamo nei circuiti elettrici che esaminiamo. Definiamo poi con il termine forma d'onda l'insieme dei valori istantanei assunti da un segnale. Esistono vari tipi di segnali, ma comunque tutti riconducibili a due principali categorie: i segnali periodici e i segnali aperiodici o non periodici.

Nel primo caso siamo di fronte a un segnale che si ripete in modo ciclico, ad intervalli di tempo che chiamiamo perido e indichiamo con T, e che seguono una determinata legge matematica che ne determina l'andamento.

Il numero di periodi che si ripetono nell'unità di tempo definisce la frequenza f del segnale, ovvero. Per descrivere le caratteristiche dei segnali periodici si ricorre alla definizione di alcuni parametri. La frequenza appena citata è uno di questi, ma vi sono anche per esempio l'ampiezza massima dell'escursione del segnale, chiamata ampiezza picco-picco A pp , il valore efficace, definito come il valore che dovrebbe essere applicato ad una resistenza pura per produrre lo stesso effetto termico, il valore medio, ecc Questi parametri sono importanti perchè ci consentono di studiare in modo matematico il comportamento dei circuiti in presenza di tali segnali.

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Esaminiamo ora i segnali che più comunemente vengono usati. Il valore efficace U di un segnale sinusoidale vale. In figura è riportato l'andamento tipico di un segnale sinusoidale.

La figura x rappresenta un tipico segnale ad onda quadra. Un parametro importante per questi segnali è il duty cycle d. Come si puo' intuire, il valore medio e il valore efficace di un segnale di questo tipo, dipende anche dal suo duty cycle, e per i segnali che presentano un d.

Prendono questo nome dalla loro forma tipica, come è evidente in figura 7.

Transitorio di carica e scarica di un induttore

Il partitore di tensione. Molto spesso nella pratica si usa una formula nota come formula del partitore di tensione. Questa è semplicemente una conseguenza della legge di Ohm generalizzata e dei principi di kirchhoff applicati ad un circuito, detto partitore di tensione, come quello di figura Il nome stesso suggerisce il comportamento del circuito, cioè quello di "partizionare" la tensione V, ai capi delle due resistenze, in due tensioni V 1 e V 2.

Tramite kirchhoff scriviamo l'equazione alla maglia. Teorema della sovrapposizione degli effetti. Considerare un generatore alla volta significa annullare l'energia introdotta dagli altri, e cioè considerare nulla la tensione per i generatori di tensione che equivale a dire un cortocircuito e considerare nulla la corrente per i generatori di corrente che equivale a dire un circuito aperto.

Circuito RL

Prendiamo ad esempio il circuito di figura 12, composto da un generatore di tensione V, un generatore di corrente I, e quattro resistenze R 1 , R 2 , R 3 , R 4.

Possiamo applicare il teorema della sovrapposizione degli effetti considerando prima gli effetti del generatore di tensione, poi gli effetti del generatore di corrente ed infine sommando algebricamente i due risultati per ottenere i valori delle correnti e delle tensioni del circuito. Abbiamo detto che i generatori di corrente, quando non considerati, si traducono in circuiti aperti, quindi, considerando in un primo tempo solamente il generatore di tensione, il circuito diventa quello di figura E' evidente che V 4 è uguale a zero, dato che in un circuito aperto non circola corrente.

Possiamo allora calcolare la tensione tra i nodi A e B, e poi ricavare le correnti I'' 1 e I'' 2. A questo punto sommiamo algebricamente le correnti. Appare chiaro che la I 2 ha verso opposto a quello ipotizzato e quindi anche la V 2. Ora possiamo ricavare tutte le tensioni. Hits: Apprezzato:. Prima pagina Caricare document Cerca documento Contatto. Non ricordi la password? Lo schema elettrico è il seguente: Nel circuito RL si combinano i due effetti della resistenza del resistore R e della reattanza della bobina L, per cui si ha uno sfasamento complessivo tra tensione e corrente, che dipende sia da R che da X L.

Prima pagina. Caricare document. Cerca documento. Interruttori differenziali. Trasduttori e il condizionamento dei loro segnali intro-cosa sono? Misura di resistenza - metodo volt-amperometrico voltmetro a monte. Relazione - La prova consiste nel rifasamento di un circuito.

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