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SCARICARE FOTOROMANZI LANCIO


    E se uno parla di fotoromanzi, insieme a Grand Hotel, testata storica tuttora guizzante in edicola, il nome che balza subito alla memoria è quello delle Edizioni Lancio. Che, udite i libri sull'iPad. Si scarica a questo link. Franco Gasparri. Benvenuti nel sito non ufficiale della Lancio La mitica casa editrice di fotoromanzi. Franco Gasparri. il mio libro sui fotoromanzi Lancio. Il titolo è " Col mio amore non si discute" protagonisti Franco Gasaprri e Maria Antonietta. Cliccate sulla copertina e buona lettura:leggere. image. GRANDE. L'applicazione Photonovels – LANCIO permette di leggere i fotoromanzi gratuitamente: in questo momento sono disponibili circa 20 numeri da scaricare e molti. KATIUSCIA – Fotoromanzi Lancio. A Ecco il post dedicato a KATIUSCIA (​Caterina Piretti) una delle più famose delle attrici SIMONA.

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    Visualizzazioni Transcript 1 n. L illustre sconosciuto della storia della fotografia Cosa sappiamo, in fin dei conti del fotoromanzo? Ma, altrettanto senza dubbio, non ne sappiamo abbastanza, perché queste idee e questi giudizi finiscono per riassumersi facilmente in qualche luogo comune che non smette di essere ripetuto fino alla nausea da almeno mezzo secolo: il fotoromanzo sarebbe una sorta di fumetto, ma con delle foto; le sue storie sono quelle che troviamo nella letteratura rosa; il suo pubblico sembra essere quello femminile; la presenza infine di qualche variante a vocazione essenzialmente parodica non cambia di una virgola il carattere fisso di un genere non molto mutato dalla sua introduzione alla fine del secondo dopoguerra.

    Come molti altri generi della cultura popolare o mediatica, il fotoromanzo non soffre solamente di una mancanza di riconoscimento. È soprattutto molto mal conosciuto.

    Lui vuole presentare la moglie alla propria famiglia e cercare di ottenere un udienza dal papa. Lei, invece, vorrebbe approfittare del soggiorno nella capitale per partire alla ricerca del suo idolo, lo sceicco bianco, appunto ricalcato sul personaggio esotico interpretato da Rodolfo Valentino di cui segue le avventure nei fotoromanzi.

    Mentre il marito un po grullo e ridicolo si sforza di giustificare davanti alla famiglia l inspiegabile assenza della moglie, la giovane donna scopre che il suo grande amore non è che un attore vile e volgare.

    Questa ironica variante sul tema del bovarismo permette a Fellini di rappresentare con dovizia di particolari il mondo del fotoromanzo, il cui set assomiglia, ma in salsa farsesca, a quella di un vero film.

    Ma il fotoromanzo non nasce tutto d un colpo. Il romanzo ad immagini si presenta come un fumetto disegnato a tratto e montato seguendo il modello dei comics americani dell epoca, ma copiando l universo, i temi, i personaggi, le scenografie, le trame e in una sola parola tutto il repertorio di stereotipi del cinema americano che irrompe negli schermi dopo la sconfitta delle forze dell Asse.

    Spesso molto superiore ai coevi fumetti per la qualità del disegno atto a mettere in evidenza le 4 n. Contrariamente al cineromanzo, che ripresenta una storia già esistente illustrata con l aiuto di fotogrammi e foto di scena, il romanzo ad immagini parte da una finta sceneggiatura.

    Le storie raccontate assomigliano come delle gocce d acqua a quelle che il pubblico già conosce da un certo cinema hollywoodiano. Allo stesso tempo, gli eroi e le eroine che la tecnica del disegno a tratto permette di rendere in maniera quasi naturalista e che soffre meno delle imperfezioni nelle tecniche di stampa dell epoca rispetto ai fotogrammi dei cineromanzi sono spesso dei calchi delle star del grande schermo.

    Negli anni Cinquanta non è raro trovare sulle pagine di Grand Hôtel, storie come La legge del Sud, che ricalca Via col vento Gone with the Wind, Victor Fleming con tanto di protagonisti che ricordano nelle linee del disegno quelle dei volti di Clark Gable e Vivienne Leigh.

    Sulle copertine di Grand Hôtel, James Dean non è il disperato di Gioventù bruciata ma piuttosto è un ragazzo solare. Ava Gardner non è la belle dame sans merci ma una giovane donna avventurosa. Montgomery Clift non è il tortuoso aspirante assassino di Un posto al sole, è piuttosto un ricco egoista. Natalie Wood non è la ragazza della porta accanto. Altri divi possono riapparire senza troppi cambiamenti: Tony Curtis, Rock Hudson, Debbie Reynolds, Grace Kelly, personaggi positivi con un immagine socialmente rispettabile e moralmente garantita.

    Due bellezze antitetiche come quella di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot sono imparzialmente arruolate fra le buone, nonostante il sex appeal totalmente diverso delle due attrici. Ma in ogni caso i lettori dell epoca erano perfettamente in grado di dare un nome al volto o più esattamente al corpo, perché lo sguardo è tanto rivolto al busto e ai fianchi quanto al solo viso.

    La formula non risulterà immediatamente vincente. Le riviste specializzate come Grand Hôtel in Francia Nous Deux che introducono il fotoromanzo dopo una prima fase interamente consacrata al romanzo ad immagini, mischieranno per anni una grande varietà di generi e rubriche.

    I primi numeri di queste riviste non avevano che poche pagine, a volte appena dodici, poiché la carta era razionata a causa della penuria del dopoguerra e la stampa rosa aveva una reputazione diabolica in un gran numero di gruppi d opinione tanto a destra quanto a sinistra, che facevano di tutto pur di smorzare gli slanci di queste riviste.

    Tuttavia in questi fascicoli troviamo comunque, fin dai primi numeri, un gioioso misto di cineromanzi, romanzi ad immagini, racconti, novelle a puntate, oroscopi o ancora una selezione di posta del cuore.

    Ci vorranno almeno cinque anni perché il fotoromanzo si imponesse come genere dominante nella stampa rosa, acclamato da un pubblico numeroso assetato di modernità, tanto di forma la fotografia passa per più moderna del disegno quanto di temi le storie d amore abbozzano in effetti nuovi rapporti tra uomini e donne dando uno spazio più grande all uguaglianza tra i partner. Che fare dei filatteri? Come dividere una storia in uscite settimanali? Come rendere 5 n.

    Come selezionare le immagini e quante metterne in ogni pagina?

    Gli autori dei fotoromanzi, che sembrano avere scoperto i primi trucchi del mestiere sul campo, saranno presto soccorsi da una vera riflessione collettiva sui media emergenti, come testimonia un manuale del , Istruzioni pratiche per la realizzazione di un fotoromanzo di Ennio Jacobelli, uscito per i tipi della Politecnica Italiana.

    Accanto alla manualistica per tecnici ed operai, per elettrauti e idraulici, troviamo questo testo dedicato al mondo della comunicazione farà capolino l anno successivo nella collana anche una brochure per aspiranti tecnici tv , che evidenzia l aspetto artigianale e artistico dell industria del fotoromanzo. Una via italiana alla cultura di massa, spesso artigianale o di artigiano industriale, che contraddistingue in quegli anni, ad esempio, anche il mondo del fumetto.

    Un industria in cui si navigava a vista, con grande intuito e capacità di cogliere e presentire mutamenti nel gusto del pubblico di riferimento, senza l aiuto di complesse ricerche di mercato. Nelle pagine del manuale impariamo nozioni di fotografia, direzione degli attori e post produzione la scelta e il montaggio degli scatti, l inserimento del testo ma soprattutto apprendiamo a sceneggiare, con trucchi rubati al mondo e al set cinematografici.

    E qui vengono elencati molti dei clichés visivi e tematici del genere, l incontro amoroso, le sue pose e soprattutto i luoghi, come il divano o il tram. Ma soprattutto il manuale offre anche l occasione, come tutti i manuali, di prescrivere e, prescrivendo, definire. Col tempo, i vantaggi del fotoromanzo sembrano essere stati collocati nella capacità di trasmettere in modo insieme rapido ed efficace un determinato racconto.

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    Da una parte e dall altra, troviamo una narrazione visiva che propone un racconto con l aiuto di immagini disposte in sequenza e montate su di un supporto specifico, le pagine di un volume. Varierebbe dunque, ma come fattore trascurabile, solo la natura di queste immagini: da un lato i disegni e dall altro le foto. Ma le differenze tra le due pratiche sono, in realtà, essenziali. Ma poiché una buona sceneggiatura non si limita ai dialoghi, né ai soli aspetti narrativi del racconto, ma integra già degli elementi di previsualizzazione, è normale che la fase di scrittura della sceneggiatura del fotoromanzo differisca da quella del fumetto, anche se le sceneggiature del primo possono prendere la forma di uno storyboard assai completo come mostra bene anche il manuale d istruzioni prima citato.

    In realtà, la scrittura della sceneggiatura di un fotoromanzo, a causa degli innumerevoli ostacoli e delle restrizioni con cui si confronta, s allontana molto da quella di un fumetto. Le limitazioni in cui si incorre sono legate alla vicinanza dell elemento fotografico con la realtà che si oppone spesso all introduzione di elementi giudicati irreali.

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    Nel fotoromanzo, la sfera del visibile non coincide sempre, per ragioni pratiche ma non teoriche, con l insieme di quello che è di fatto realizzabile. Ma c è anche qualcos altro. La fotografia è inevitabilmente un immagine piena e completa, da una parte, e già inquadrata, dall altra parte. Nel fotoromanzo, lo sfondo su cui si staglia l oggetto è inevitabilmente presente fin dall inizio: non deve essere aggiunto e la sua manipolazione, indubbiamente facilitata dai progressi del digitale, rimane sempre assai delicata.

    Quanto alla stretta solidarietà tra l immagine e la cornice, essa spiega la resistenza del fotoromanzo, non alla manipolazione del quadro, ma piuttosto a ogni tipo di recadrage che metta in causa la forma 6 n.

    Completamente ammessa nel fumetto, l inquadratura non rettangolare non conosce, nel corpus del fotoromanzo, che un piccolo numero di occorrenze, del resto fortemente codificate nel fotoromanzo tradizionale l immagine di chiusura è a volte circolare.

    Generalizzando un po, si potrebbe dire che la realizzazione di un fotoromanzo ricalca quella di un vero lungometraggio: sceneggiatura, casting, riprese, montaggio e postproduzione, poi stampa e distribuzione, tutti questi aspetti del lavoro possono essere assunti in teoria da un unica persona ed esistono non pochi esempi di fotoromanzi prodotti con mezzi di fortuna, a casa, con gli amici e senza attrezzatura pesante. Oppure nei fotoromanzi per il grande pubblico che si girano nel contesto della stampa rosa, il lato paraindustriale è una realtà, le troupe sono ampie, gli investimenti anche e la distribuzione si sforza di essere la più massiccia possibile.

    Il fotoromanzo non è del resto il solo genere visivo a volgere lo sguardo verso il mondo cinematografico: un artista come Gregory Crewdson, specialista della fotografia narrativa di finzione la cosiddetta staged photography concepisce le riprese in termini di produzione cinematografica. Ma una volta trovata la formula giusta, tanto all interno del fotoromanzo quanto nelle riviste rosa, niente si opporrà alla fioritura del genere.

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    Il successo senza pari del genere ne farà un fenomeno sociale nella seconda metà degli anni Cinquanta e gli permetterà allo stesso tempo di annettere altri generi, come il cineromanzo, la cui presentazione materiale e il tono narrativo prende a copiare i modelli messi alla prova nel fotoromanzo. Nel è il cinema a irrompere nel fotoromanzo. Il sarà l anno del boom di pubblicazioni, ma già a partire dal gli editori saranno costretti ad emigrare in Francia per coprire le spese.

    E oltralpe conquisteranno mercati più trasversali, attraverso la scelta di collane non generaliste ma di genere fantascienza, horror, cappa e spada, avventura. Ma questa sarebbe un altra e ben più lunga storia, di cui sommariamente renderemo conto nella galleria. Il cineromanzo, genere variabile e difficile da definirsi, aveva svolto un importante ruolo nel doppio processo di legittimazione e istituzionalizzazione del cinema, aiutando ad avvicinare quest ultimo all universo della parola scritta.

    Eppure negli anni Cinquanta esso finisce per lasciarsi fatalmente attirare dal fotoromanzo, di cui imita le convenzioni, sia a livello di scelta delle immagini e impaginazione sia in quello di racconto: vengono selezionate tra i fotogrammi e le foto di scena le immagini che si avvicinano maggiormente all estetica del fotoromanzo si cercano immagini in cui si privilegia il personaggio rispetto allo sfondo, la coppia piuttosto che l azione, il piano americano e il primo piano piuttosto 7 n.

    Il cinefotoromanzo rimane fino agli anni Sessanta prima dell inesorabile declino tanto in Italia quanto in Francia come uno degli strani mostri editoriali della cultura di massa, capaci di racchiudere tra le pieghe delle pagine patinate, molti segni di un epoca.

    Gli anni che vanno dal al sono un epoca di transizione nella storia dell industria culturale italiana. In poco più di un decennio si riassettano gli apparati di comunicazione di massa portando alla formazione di un sistema integrato dei media e inaugurando quella che David Forgacs chiama la fase moderna dell industria culturale.

    Ma al pari del fotoromanzo se non di più , i cineromanzi continueranno ad essere pensati e realizzati in maniera artigianale, in base ad una profonda empatia tra realizzatori e pubblico di riferimento. Quando l impero economico del fotoromanzo perderà la propria forza, sotto l influenza della diffusione del nuovo medium televisivo, la tendenza s invertirà, potremmo dire automaticamente, ancora una volta.

    Dopo una fase iniziale in cui, attraverso il modello del romanzo ad immagini, il fotoromanzo resta largamente tributario del cinema, e una seconda fase dove, grazie anche al successo del fotoromanzo, sarà il cineromanzo ad avvicinarsi ai luoghi comuni fotoromanzeschi, il rallentamento di cui soffrirà il fotoromanzo negli anni Sessanta si tradurrà presto di soppiatto in una rinnovata emulazione del linguaggio cinematografico.

    Il modo di fotografare, di impaginare, di raccontare si troverà nuovamente marcato dalle tecniche cinematografiche. Tuttavia, il fotoromanzo non appartiene solo a quelli che lo fanno. Il successo incredibile del genere prova che i lettori e non solo le lettrici si devono essere riconosciuti nel nuovo medium. E questo riconoscimento è divenuto appropriazione: il pubblico, visibilmente, ha dato al fotoromanzo uno spazio nella propria vita.

    L esempio più lampante di questa confusione dei confini tra quelli che producono e quelli e quelle che leggono è ovviamente la possibilità offerta al pubblico di diventare attore del fotoromanzo.

    Fin dalle prime uscite, le riviste dei fotoromanzi invitano i lettori a partecipare all avventura del nuovo genere inviando una foto, primo passo verso la carriera di attore o di attrice del fotoromanzo, poi magari del cinema. Si sa, infatti, che il mondo del fotoromanzo era il miglior trampolino di lancio verso una carriera da star del grande schermo. Il cursus honorum era conosciuto e ben battuto: diventare una reginetta di bellezza anche solo della propria strada , tentare di farsi notare dai produttori del fotoromanzo, avere un primo ruolo al cinema, come Sofia Loren o Gina Lollobrigida che hanno entrambe debuttato con il fotoromanzo, prima di essere scoperte dal cinema.

    Inoltre, i mutevoli rapporti di forza che intercorrono tra fotoromanzo e cinema negli anni Sessanta si faranno sentire nelle modalità del casting: nel momento in cui il fotoromanzo comincia a soffrire la concorrenza dei media più nuovi, come la televisione o le nuove forme di musica pop, smette di servire da intermediario a tutti quelli e quelle che contano sul fotoromanzo per trovare un posto altrove.

    Il fotoromanzo sarà al contrario 8 n. È significativo che solo un piccolo numero di attori già noti nel mondo del cinema si degnino di ritornare o di abbassarsi al livello del fotoromanzo. Li si ritrova ovviamente nei cineromanzi degli anni Cinquanta, poiché all epoca il mondo del cinema non aveva interesse a rompere i legami con la cultura fotoromanzesca, ma una volta scemato il successo del fotoromanzo a vantaggio della televisione, il cinema cercherà altrove come rifornirsi e rinnovarsi.

    A: amicizia? B: pietà? C: amore nascente? Commento: la risposta corretta sarà quella che sarà scelta dalla maggioranza delle lettrici di Nous Deux. Riflettendo, troverete sicuramente la risposta giusta. Vi occorre solo essere umane, obiettive e caritatevoli e di sapersi mettere al posto degli altri. Lo stesso vale per la posta dei lettori: molti storici del genere si sono mostrati attenti al fatto che i temi ricorrenti nelle lettere dei lettori passassero spesso ai fotoromanzi stessi secondo una logica alla fin fine propria della letteratura popolare in senso stretto, che si è sempre ispirata dall attualità del giorno, cioè del giorno prima.

    Questa qualità di sismografo sociale, il fotoromanzo l ha esercitata praticamente fin dal suo lancio, a volte a livello microstorico gli avvenimenti o le sensibilità del tempo che passano dal discorso sociale alla pratica fotoromanzesca , ma anche in modo attivo, a livello macrostorico, diventando testimonianza delle mutazioni sociali di fondo che ne accompagnano e punteggiano l evoluzione.

    Lungi dal dar credito alle critiche stereotipate nei confronti di un genere accusato di servire allo status quo di una condizione femminile reazionaria, autori come Sylvette Giet hanno saputo dimostrare, al contrario, che una rivista come Nous Deux non abbia solo seguito l evoluzione delle mentalità in materia, ad esempio, di morale sessuale e di politica sociale, ma anzi abbia in alcuni casi accelerato, grazie ai modelli forniti attraverso le narrazioni, l arrivo di nuove visioni della coppia e del sentimento amoroso.

    Nel esce un libro-choc di Gabriella Parca, Le italiane si confessano con prefazione di Zavattini prima e di Pasolini poi che analizza il contenuto delle lettere inviate alle riviste di fotoromanzi. Il ritratto della donna italiana che emerge da queste corrispondenze è completamente diverso da quello che all epoca si poteva immaginare, ma i cui elementi erano già ben presenti negli interstizi delle apparentemente innocue storie melodrammatiche dello schermo e della carta.

    La donna che si delinea in queste lettere è piena di dubbi e di paure, spesso ossessionata dai problemi del sesso, ricca di slanci ma inibita da pregiudizi di ogni tipo, generalmente insoddisfatta della propria vita, ma incapace di fare il minimo tentativo per cambiarla.

    A dispetto del topos melodrammatico della solidarietà femminile, la donna che scrive alle riviste non ha fiducia nelle persone che le sono vicine. La ragazza nubile non ha fiducia 9 n. Quindi la donna italiana si chiude in sé stessa, aggravando con questo i suoi problemi, e se ad un certo punto, spinta dall esempio di altre donne, decide di confidarsi per lettera al rubricista della posta, la sua confessione somiglia in tutto a quella che si potrebbe ascoltare nello studio di uno psicanalista.

    In generale, queste lettere mostrano soprattutto un fossato aperto tra le generazioni. Ma a ben guardare ci si accorge presto che l eroina dei melodrammi e dei romanzi rosa è sempre orfana: il suo percorso emotivo e narrativo sarebbe turbato dalla presenza di un altra donna a lei troppo vicina. Non a caso la figura materna è sostituita spesso da quella antagonista della matrigna o della suocera, vecchia e spesso impotente o disposta a difendere solo il figlio a discapito della nuora o della fidanzata di turno.

    È evidente il contrasto tra la realtà immaginata e immaginaria dei fotoromanzi e il contenuto delle lettere inviate ai giornali. Lettere spesso piene di errori ma il cui linguaggio ricorda quello dei fumetti. I sentimenti sono un po enfatizzati: non si ama se non pazzamente, non si soffre senza essere disperata, ogni preoccupazione diventa un tormento, come nel dizionario dei luoghi comuni di Flaubert.

    Quello che dilania le giovani lettrici, le spettatrici e le eroine di finzione è la continua tensione tra i modelli culturali tradizionali e i nuovi valori, i desideri di nuovi consumi e stili di vita a cui le pubblicità e gli schermi cinematografici americani ammiccano.

    La ragazza, infatti, è dominata dalla paura: paura di essere abbandonata dopo la famosa prova d amore, paura che si venga a sapere in casa o nella cerchia dei conoscenti. E quando, spinta da un altra paura, quella di essere lasciata o tradita, finisce col cedere, è oppressa poi quasi sempre dal complesso di colpa che si identifica con il rimorso per aver perso la verginità, considerata, fin dalle eroine di Richardson come Pamela, il bene più prezioso di una fanciulla. Una contraddizione tra morale dell ambiente e pratica che evidenzia comunque una sorta di psicosi collettiva intorno alla dimensione fisiologica della verginità.

    All origine di tutte queste angosce e ipocrisie c è sempre il pregiudizio maschile. La morale proposta dall uomo durante il corteggiamento si rivela sempre basata sulla menzogna e l interesse del solo maschio.

    L apparizione e la rapida diffusione della televisione segnerà un brusco arresto nella storia del fotoromanzo, che entrerà in una fase di declino, almeno per quanto riguarda le forme standard e iperconvenzionali.

    Dagli inizi degli anni Sessanta le tirature calano, l innovazione formale si spegne, il genere si richiude in se stesso. Il ruolo ricoperto dal genere sarà ripreso dai nuovi formati televisivi, dalla soap alla telenovela, ma la disaffezione di un certo tipo di pubblico spingerà gli autori e i produttori del genere a variarne la formula.

    Per non dimenticare il fotoromanzo La risposta dell industria del fotoromanzo è soprattutto commerciale. Consiste nell allineare il fotoromanzo al gusto del periodo e nell adattarlo meglio ai bisogni dei nuovi 10 n.

    La casa editrice produsse un film con i propri attori, esperimento coronato da poco successo. I fotoromanzi della Lancio escono nelle edicole con le testate mensili Sogno e Kolossal e le bimestrali Letizia, Charme e Kiss.

    Photonovels, porta i fotoromanzi in iOS

    Dal dicembre del i fotoromanzi Lancio non escono più nelle edicole in quanto la casa editrice è stata messa in liquidazione, in seguito alla morte improvvisa del suo proprietario. Nell'agosto del la casa editrice Guido Veneziani editore ha lanciato un settimanale "Amori" che tra gossip e interviste a personaggi della tv e rubriche varie ristampava a puntate i fotoromanzi della Lancio di cui aveva acquistato l'archivio.

    Tuttavia dopo sei numeri il settimanale, nel mese di settembre , cessava le pubblicazioni.